Bandiamo i bandi
La presentazione, ieri, del marchio dell'Italia turistica e l'eccezionale mobilitazione di grafici, su Sdz e su molti altri siti, che ne è seguita può essere giustificata solo da un malessere generalmente diffuso nel settore della comunicazione. Un malessere che va al di là del puro e semplice dissenso dalla proposta vincente.Proviamo a ragionarci su.
Il concorso
Il concorso è stato bandito e gestito nella più completa mancanza di rispetto delle più elementari norme di correttezza anche se nella piena legalità, ovviamente.
Riepiloghiamone i punti salienti: preselezione in base al fatturato minimo di un milione di euro nei precedenti tre anni; completa mancanza di un brief affidabile; nessun elenco delle tavole da consegnare (però qualunque fosse il numero, ciascuna tavola in 5 copie!); partecipazione non anonima; tempo per la realizzazione insufficiente (18 giorni weekend compresi); rinvio di un mese della data di consegna comunicata il giorno prima per email; una giuria di "personalità" nessuna delle quali esperta di comunicazione visiva.
Di concorsi ne abbiamo visti di tutti i colori ultimamente (Regione Sardegna, Parco dell'Alta Murgia, Parco Olimpico ecc.), ma, certo, dalla Presidenza del Consiglio ci si sarebbe aspettato (avevamo la speranza almeno!) una maggiore sensibilità e attenzione verso il mondo professionale della comunicazione.
Il marchio
Sul marchio in questione realizzato dalla multinazionale del branding Landor è già stato detto tutto nei vari commenti. Sono stati sviscerati pienamente i numerosi errori che contraddicono alcune delle più elementari norme grafiche: i colori della bandiera invertiti, l'uso di quattro font diverse in sei lettere, la misteriosa macchia verde eccetera eccetera, e non c'è niente da aggiungere.
C'è però un aspetto, in questa realizzazione graficamente scialba da parte di un'importantissima e capace agenzia internazionale, gravido di conseguenze.
E questo aspetto è che in Italia la grafica è oggi un assoluto optional.
Qualcuno pensa che Landor non sia in grado di realizzare una grafica come si deve?
Semplicemente non è, per un brand designer, indispensabile.
Quello che Landor vende – l'idea, la soluzione globale, la consulenza strategica – prescinde dalla sua rappresentazione e il valore di quest'ultima, in ogni caso, non è percepito dal committente.
Il ruolo del designer
E qui arriviamo un po' al nocciolo del problema. Il ruolo del graphic designer ha subito, negli ultimi venti anni, una lenta e inesorabile erosione. Quel ruolo che si definiva, fino al principio degli anni '80, di "grafico redattore", un grafico che sedeva a fianco degli amministratori pubblici a definire, non l'immagine, ma il progetto di comunicazione nel suo insieme, è stato via via occupato da consulenti, manager e commissioni.
Il risultato è l'esautoramento del designer dalla scena strategica, una figura chiamata, quando va bene, a mettere in bella copia ciò che è già stato deciso da altri.
E quando è un comitato, una commissione che decide il risultato può essere solamente un compromesso conservatore. Una realtà che esprimeva bene Tibor Kalman nel suo "Fuck the Committees" che la definiva "una poltiglia culturale che nessuno può odiare o amare".
È un duro colpo per il nostro orgoglio professionale, così come lo è l'aver pensato che un nuovo [e da oggi forse vecchio] clima politico potesse portare ad una maggiore considerazione della comunicazione visiva.
Una proposta
Sarebbe bene, a questo punto, prendere atto della realtà e comportarsi di conseguenza.
Ci permettiamo di avanzare una proposta: aboliamo l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di indire concorsi sulla creatività.
Se la Presidenza del Consiglio vuole affidare l'immagine dell'Italia alla Landor, bene! che lo faccia direttamente.
Basta con i concorsi obbligati dalla legge, ma sentiti come una costrizione da aggirare in ogni modo da parte della stragrande maggioranza degli amministratori.
Non è l'ora di farla finita con queste farse?
Che i politici si prendano le loro responsabilità e compiano le scelte che ritengono giuste, con o senza i grafici.
E quando si sceglie di fare un concorso che sia una libera scelta e siano, finalmente, applicate tutte quelle norme che garantiscono la correttezza e, soprattutto, la qualità grafica del risultato.
Inserito da gianni sinni | 22.02.07 |
(38) |
Incubi |
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commenti:
La cultura visiva in Italia è moribonda da un pezzo e la colpa se volete saperlo, è anche delle associazioni di categoria come l'AIAP che mai si sono mosse efficacemente per promuovere una giusta visione al di fuori del ristretto cerchio di addetti ai lavori.
Fino a quando continueremo a parlare solo a noi stessi e a non cercare di promuovere quello che ci sta a cuore anche alle altre categorie (imprese in primis per esempio) cointribuiremo solo a questa lenta agonia della cultura visiva in Italia.
Dov'è l'AIAP? dov'è l'ADC?!? state a guardare e le uniche mosse sono commenti indignati in blog letti solo da designer?
Se non vi muovete voi che siete i portavoce di migliaia di professionisti italiani chi altro può farlo?
Promuovere la cultura visiva nelle imprese, promuovere una giusta educazione visiva nelle scuole, negli istituti, nelle università. Questo dovrebbe essere il vostro ruolo per aiutare il lavoro di noi designers.
Vi limitate a fare uscire un annual o a promuovere un concorso: queste iniziative servono solo all'auto incensamento continuo da cui è afflitta la categoria! quanto ancora deve passare prima che ce ne rendiamo tutti conto?
saluti.
Antonio Moro il 22 feb 07 alle 00:20
Roberto steve Gobesso il 22 feb 07 alle 07:19
Biba il 22 feb 07 alle 08:40
Antonello il 22 feb 07 alle 09:30
mettiamo in atto quanto emerso.
Vigilanza sui bandi, pubblicazioni in merito ecc..
Fare concorsi rimane un bel momento, o per lo meno per quanto mi riguarda, mi piace riunire persone con cui lavorare in queste determinate occasioni.
Cerchiamo di guarirli e non ucciderli!
buona giornata
un'ustionato da un apparente serio e importante concorso
matteo il 22 feb 07 alle 09:51
... " c'è però un aspetto, in questa realizzazione graficamente scialba da parte di un'importantissima e capace agenzia internazionale, gravido di conseguenze..."
bla bla bla bla bla bla...
franka il 22 feb 07 alle 10:11
è brutto vedere gente dietro di te che si reinventa grafico e guru della comunicazione e che ti dà gli ordini su come fare la grafica,
e mentre tu sei lì, che pensi che stai realizzando un qualcosa che va contro tutte le "regole" della grafica,...
non puoi far altro che all'inizio motivare le tue idee contrastanti,
dopo di chè, fare quello che ti è stato detto.....
perchè il grafico è solo un manovale....
Buona giornata a tutti
Tiger il 22 feb 07 alle 10:13
Eliminare i concorsi trasferirebbe i problemi nel processo di committenza, e basta.
Settimanalmente vedo sul sito Aiap conferenze su conferenze, mostre, pubbblicazioni di nicchia a bassa tiratura.
Ma qualche progetto diretto verso la classe imprenditoriale e politica?
Cosa serve avere mille designer culturalmente aggiornati se poi il committente non è pronto per loro?
Alex il 22 feb 07 alle 10:29
medice cura te ipsum
graffica il 22 feb 07 alle 10:30
saurospagnol il 22 feb 07 alle 10:38
Francesco E. Guida il 22 feb 07 alle 10:44
matmot il 22 feb 07 alle 11:13
La visibilità di cui parla qualcuno anche su PG9 a proposito di Aiap probabilmente riguarda solo alcuni soggetti, sempre gli stessi, sugli stessi mezzi, negli stessi posti che troppo spesso sono le (la) grandi città del nord già strasensibili al tema. Partecipare comunque, sempre, vuol dire alzare una voce possibilmente di qualità, lottare dall'interno per il cambiamento dei sistemi di selezione e valutazione e per un dignitoso riconoscimento della professione.
Le accademie rimangano dove sono, é sul campo che bisogna insistere, intervenendo, partecipando, proponendo.
Insistere, insistere, insistere.
Cominciamo da noi.
Francesco Maria Giuli il 22 feb 07 alle 11:25
Roberto steve Gobesso il 22 feb 07 alle 12:21
mi attendo commenti e quant'altro.
approposito, il payoff "l'italia lascia il segno" è stato appena sostituto per questa pplicazione da "il paese di qualità"...
ehm...
che dire...
domenico catapano il 22 feb 07 alle 12:26
adesso è anche....IL PAESE DI QUALITA'!!!
Mi sembra di subire dal punto professionale
una pugnalata dietro l'altra.
Valeria
puntolineasuperficie il 22 feb 07 alle 12:37
al pari del marchio.
Testi sgranati, su firefox ho alcune elementi sballati.
Cromaticamente tutto impostato sui toni di azzurro e blu, ma doveva fare il portale francese o italiano?
Ma il tricolore non è verde bianco e rosso?
Italia in.... (4 punti di spospensione eh? meglio abbondare!)
codice NON validato.
scusate l'OT ma non ho resistito.
Alex il 22 feb 07 alle 12:46
Mica male, no?
Alberto Lecaldano il 22 feb 07 alle 14:24
steve il 22 feb 07 alle 14:42
non sei solo come professionista nella battaglia ce ne sono tanti e mangiano anche la polvere. Chi è isolato è il cliente. Non vede non sente. Non è in grado di vedere. Non capisce qual'è il nostro mestiere non comprende cosa è un 'grafico'. Pensa a quanti ti chiedono ancora "cosa fai esattamente?". Siamo una categoria che ha perso qualche pezzo strada: un po' di identità e anche di autorevolezza.
Un saluto
Pier Antonio Zanini il 22 feb 07 alle 14:53
TRIENNALE. OGGI SGARBI ALLA PRESENTAZIONE DEL LOGO ITALIA
L’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi interverrà alla presentazione del "Logo Italia", il nuovo marchio per la promozione coordinata del turismo del Sistema Italia, che si svolgerà oggi, giovedì 22 febbraio, alle ore 19.30, presso la Triennale di Milano, in viale Alemagna 6.
Pier Antonio Zanini il 22 feb 07 alle 15:28
la questione è questa: per la legge (legge Stanca) il contratto per la realizzazione di questo sito DOVREBBE essere NULLO.
credo che se qualcuno VOLESSE, con un poco di malignità, potrebbe chiedere di annullare il contratto con cui si è assegnata la realizzazione del sito (anche se non credo sia stato realizzato dagli autori del logo).
dc il 22 feb 07 alle 15:41
caduto il governo... speriamo almeno che cada anche "it".
Pietro Amos il 22 feb 07 alle 16:45
Che è successo laggiù? Qualcuno m'illumina? Com'è che il concorso è andato comunque letteralmente a puttane?
fd il 22 feb 07 alle 17:43
è un po' lunga da raccontare. Ti consiglio di leggere l'articolo pubblicato su Progetto grafico 9 a cura di Alberto Soi.
Pier Antonio Zanini il 22 feb 07 alle 17:50
http://www.aeiou.pt/...p=resultados
trattasi di risultato di un concorso per un logo,
non hanno "soltanto" messo TUTTI i loghi partecipanti
ma hanno indicato nei punti che vanno dal '1 al 3
tutte le tappe e le selezioni che la giuria ha fatto
fino alla scelta (opinabile come sempre forse, ma...)
del vincitore di cui danno il nome solo alla fine.
Bravi
Pier Antonio Zanini il 22 feb 07 alle 18:18
Carlo il 22 feb 07 alle 18:42
jo il 22 feb 07 alle 21:28
jo il 22 feb 07 alle 21:30
Concludo proponendo di contribuire tutti, SDZ compresa all'organizzazione di un grande evento indipendente su scala nazionale. Magari alla fine ci mettiamo anche una grande assemblea... Qualcosa accadrà!
saluti
m.
Michele Elia il 23 feb 07 alle 11:34
Tutto contento alla successiva occasione ero pronto a rispondere: ma le perplessità e l'incomprensione restavano identiche. Ora ho 57 anni e non è cambiato molto.
Beppe Veruggio il 24 feb 07 alle 12:15
Passando poi alla scelta dei caratteri il disastro è totale: quella “i” non è neanche bodoniana (ultimamente il Made in Italy è molto rappresentato con i caratteri neoclassici di Giovan Battista Bodoni) ma si tratta del francese Didot; passando oltre l’uso delle “a” geometriche (in questo caso del Futura) stonano molto e rappresentano bene la peggior scelta che avviene ultimamente in Italia sull’utilizzo di questo carattere nella segnaletica (vedi Trenitalia) dove crea confusione nella leggibilità proprio tra la “a” e la “o”, oltre altri importanti dettagli che qui pietosamente tralascio; arriviamo infine alla “L” e l'altra "I" maiuscole trattate come maiuscoletto che nulla a vedere con il bilanciamento delle altre lettere. Povera Italia!
Giò Fuga il 26 feb 07 alle 15:24
Grazie a tutti coloro che sanno indignarsi ed operano per il cambiamento.
Francesco Maria Giuli il 27 feb 07 alle 16:32
Stefano De Carlo il 02 mar 07 alle 17:27
A TITOLO DI CRONACA
pietro il 02 mar 07 alle 18:12
a questo link.
http://www.spotanatomy.info/...ents
e godetevela.....
pietro il 16 mar 07 alle 10:04
non si apre la finestra per i commenti, quindi lo allego qui:
Mi meraviglio che dopo i fiumi di parole in parte (non sempre) giuste sul concorso 'Italia.it' nessuno abbia al momento che scrivo, nulla da dire su questo penoso concorso e il suo risultato.
Questo é proprio il caso che fa pensare che il grido che mi pare qualcuno ha lanciato: aboliamo i concorsi sia pertinente.
Ha me spiace poi personalmente perché stimo Emma Bonino compagna di battaglie politiche negli anni '70 a Milano.
E' il solito approccio incolto e pressappochista con la comunicazione da parte delle istituzioni pubbliche italiane. Ed é grave che un ministro con cultura e soprattutto sempre impegnato nell'innovazionne e dotata per giunta di esperienza internazionale
abbia avvallato la cosa.
Giuseppe Colombo
G.COLOMBO il 19 mar 07 alle 19:17
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saurospagnol il 22 feb 07 alle 00:14