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Roma non far la stupida

è stato presentato ieri il bando per creare il nuovo "segno" di Roma da utilizzare a fini turistici e commerciali. Non è difficile prevedere che le modalità del bando susciteranno sicuramente molta discussione, che siamo pronti ad ospitare, fosse solo perché ne sono stati esclusi a priori i professionisti della comunicazione.
Ben strano se si pensa che si porta come illustre esempio il caso di "I love New York" di Glaser, sicuramente uno dei più importanti professionisti della grafica mondiale.
Alberto Lecaldano, direttore di Progetto Grafico, avanza le sue considerazioni sul concorso, su come si sta sviluppando e come si svilupperò la nuova immagine coordinata del comune di Roma.



Il segno di Roma

Alberto Lecaldano

Va di corsa il lavoro di Walter Veltroni, Sindaco di Roma, e di tutta la squadra dell'Ufficio comunicazione guidata da Angelo Baiocchi e dall'Assessore Mariella Gramaglia, per la normalizzazione dell'immagine di Roma.

Dopo il varo della nuova identità visiva del Comune di Roma lanciata il 28 giugno scorso in una pubblica manifestazione all'Auditorium,viene oggi bandito il concorso di idee "Il segno di Roma".

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Nuova immagine istituzionale di Roma. Stemma e applicazioni



Il sistema di identità visiva è stato realizzato da AReA diretta da Antonio Romano, e la sua completa attuazione, secondo quanto detto dall'assessore alla comunicazione Mariella Gramaglia, richieder? ancora un paio di anni.
























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Il carattere Capitolium di Gerard Unger

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Nuova immagine istituzionale di Roma. Font.


Tra gli elementi che fanno parte dell'immagine istituzionale è presente anche la nuova famiglia di caratteri istituzionali Urbs. Risulta cos? definitivamente abbandonato il carattere Capitolium disegnato da Gerard Unger per gli eventi legati al Giubileo e scelto a seguito di un prestigioso concorso internazionale indetto dalla Agenzia romana per la preparazione del Giubileo. Su quella font e su quel concorso sono state date molte notizie in un articolo di Giovanni Lussu su "Notizie Aiap (Lorem ipsum)" 11, ottobre 2001.



Quello che oggi il Comune di Roma chiede è invece un simbolo che possa essere utilizzato per fini turistici e commerciali. Un segno che, al di là dello scudetto istituzionale, possa promuovere o rappresentare Roma nel mondo come succede ad esempio per New York con il noto logo disegnato da Milton Glaser o per Oslo con l'immancabile citazione vichinga (e speriamo che per Roma accada di meglio). Aprendo qui la prima divagazione e visto che siamo su internet è molto utile andarsi a vedere tutta l'ampia pubblicazione del manuale per l'immagine coordinata istituzionale del Comune di Oslo.



Il Comune di Roma lancia perciò, con gli obiettivi che abbiamo detto, un concorso aperto a tutti i nati o residenti a Roma di età compresa tra i 18 e i 30 anni.



è esplicito nel bando che il concorso è riservato alle persone fisiche e detto questo ci è sembrato un po' superfluo, anche se spettacolare, sottolineare in conferenza stampa e nel comunicato di accompagnamento al bando che sono escluse dalla partecipazione le strutture professionali. Ogni professionista è anche persona fisica e ogni studio può essere anche gruppo di persone fisiche rappresentate da uno dei componenti (infatti possono partecipare al concorso anche gruppi di persone) e quindi va da s? che se un professionista, un giovane professionista o un gruppo di giovani professionisti sono interessati al tema, attratti dal premio previsto di 15.000 euro e vogliono partecipare, possono farlo.

Il Comune di Roma probabilmente ha una sensazione del mondo della comunicazione fatta solo di grandi agenzie pubblicitarie.

Esistono, invece, decine di strutture di piccole dimensioni, fatte magari da neolaureati o diplomati in discipline del settore, che non solo non vanno penalizzate ma addirittura incoraggiate nel loro lavoro e sollecitate a partecipare, ma come dicevamo sarà semplice per loro aggirare l'ostacolo previsto dal regolamento.



Detto ciò occorre comunque sottolineare che il Concorso è chiaramente definito 'di ideé, e dare a tutti la possibilità di suggerire in modo semplice qualcosa per il tema proposto è sicuramente anche essa una buona idea, in particolare quando, come ha fatto l'Assessore Gramaglia nel corso della conferenza stampa, si lancia un invito alla partecipazione agli studenti di scuole del design o della comunicazione che a Roma, finalmente pubbliche ma anche private, sono molte e di prestigio.



più ardua ci sembra la seconda fase del concorso quando a una rosa scelta di massimo cinquanta progettisti sarà chiesta una serie di altri elaborati a maggiore definizione della prima proposta.

Come si sa irta di difficoltà è l'applicazione di qualsiasi logo, ancor più lo è quella della applicazione di un segno per il merchandising che dovrà essere utilizzato su decine di supporti diversi e con decine di tecniche diverse. A meno di non avere di fronte un bravo giovane professionista sarà difficile aspettarsi da questa seconda fase qualcosa di esaustivo e applicativo; l'Ufficio di comunicazione del Comune di Roma molto probabilmente avrà la necessit? di integrare e correggere il lavoro di ideazione con un manuale applicativo questo s? molto ma molto professionale.


Nel corso della conferenza stampa di presentazione del concorso è stato più volte sottolineato quanto stiano a cuore della Amministrazione comunale non solo le questioni di identità e promozione della immagine di Roma ma anche i previsti guadagni che potranno scaturire dalle concessioni d'uso del nuovo logo e che saranno utilizzati per nuovi investimenti nel settore turistico, settore trainante della città e che ha visto nell'ultimo anno un incremento del 6% di presenze e di occupazione. Naturalmente ci auguriamo che sia cos? anche se l'autorevolezza del logo di New York, ad esempio, non crediamo sia scaturità dal febbrile lavoro di un ufficio preposto alla sua diffusione ma proprio dall'autorevolezza stessa del disegno e dalla sua libera e magari un po' sgangherata diffusione. E come dice Giorgio Camuffo in un articolo sul marchio di Venezia (Progetto grafico" 1, luglio 2003): "Le grandi aziende impazziscono per tutelare i loro marchi. Probabilmente anche per il Comune [di Venezia] i ricavi dovuti alle royalties sarebbero nulla in confronto ai costi di tutela legale".

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Il logo commerciale di Venezia; logo New York; logo Oslo.


E, a proposito di Venezia, aprendo quindi una nuova divagazione, occorre ricordare che di tipo completamente diverso è stato il percorso fatto dall'Amministrazione comunale di quella città che, di fronte allo stesso tipo di esigenza del Comune di Roma, ha organizzato una gara d'appalto per la quale Philippe Stark, famoso architetto e designer francese, ha elaborato i concept fondamentali e identificato gli studi grafici da invitare. La scelta è caduta sul marchio disegnato dal graphic designer francese Thibaut Mathieu e gli , sono sotto gli occhi di tutti anche se non cos? diffusi, non sono certamente esaltanti e quindi non resta che sperare che dia migliori esiti la formula romana. (Vedi l'articolo "Un marchio per Venezia", di già Fuga su "Progetto grafico" 1, luglio 2003).

Con una nuova divagazione sarebbe interessante approfondire alcune parti del bando anche dal punto di vista lessicale; ad esempio dove si parla delle caratteristiche espressive richieste ai lavori presentati (attrattività, interattività, utilizzabilità, internazionalità, originalità) ma andiamo al sodo, il tempo stringe, lo spazio occupato è già molto e andiamo avanti fiduciosi che l'esito dell'operazione sarà positivo.


Inserito da | 15.10.04 | (1) | Concorsi | stampa |




commenti:

  siamo nel 2010
non so cosa sia stato del concorso di cui sopra (ma il post è del 2004...)
la lupa perde il pelo ma non il vizio: nel 2009 indice un'altro concorso, scadenza inizio ottobre 2009, "roma in un'immagine".
40.000 euro savolta il premio. il vincitore a luglio 2010 è ancora da scoprire...
nel frattempo vanno avanti con l'orrido scudetto...

arancione78 il 15 lug 10 alle 15:59

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