Un italiano a Maputo
Si svolger? sabato 17 aprile a Roma la manifestazione nazionale a sostegno dell'Africa 'Il destino dell'Africa dipende anche da noi', tra gli obiettivi: stop armi, cancellare il debito, farmaci gratis. L'evento è promosso dal Comune di Roma e da molte altre organizzazioni. Walter Veltroni nel pensare a questa grande manifestazione dedicata all'Africa ha voluto onorare la memoria di Padre Prosperino scomparso il 19 febbraio di quest'anno. Frate Cappuccino, missionario in Mozambico dal 1959, ideatore di cooperative di lavoro, composte prevalentemente da donne, cap? che in Africa la priorità era creare condizioni di vita più umane, senza le quali diventava inutile l'evangelizzazione, e che il lavoro poteva diventare un mezzo per il riscatto sociale e politico.

Enrico Luzzati
Padre Prosperino (al secolo Rocco Gallipoli) fu ideatore e fondatore dell'Uniao geral das cooperativas agro-pecuarias de Maputo, specializzata nell'allevamento avicolo (2 milioni di polli all'anno): con i suoi 5mila soci (per il 95 per cento donne) è forse la più grande cooperativa africana oggi esistente. L'Unione generale Non è però solo un'impresa: è anche una casa, una comunità per i suoi soci, che, oltre a migliorare la loro situazione economica, hanno potuto istruirsi, curarsi e soprattutto organizzarsi in quello che può essere considerato un vero e proprio soggetto politico. Cappuccino, originario della provincia di Matera, sin dall'infanzia, come amava ricordare, aveva iniziato a lavorare, collaborando con il nonno nella gestione del mulino di famiglia. E il lavoro fu la costante della sua vita, un lavoro indefesso, accanito, senza un momento di riposo. Missionario in Mozambico dal 1959, fu inviato dapprima in Zambesia, dove iniziò la sua opera di organizzatore di cooperative: una vera e propria vocazione per un uomo che non sopportava l'ingiustizia sociale, e aveva carisma, senso pratico e una disponibilità totale a mettersi al servizio degli ultimi.
Pur essendo un religioso, aveva una visione laica del cooperativismo (nelle sue cooperative non veniva svolta alcuna attività di evangelizzazione). Era inflessibile nella difesa dell'autonomia e dei diritti dei soci, nei confronti sia dello stato, che della chiesa. Espulso per motivi pretestuosi dal paese nel 1979, fu ben presto riammesso grazie al personale interessamento dell'allora Ministro degli esteri (ed attuale Presidente della repubblica) Alberto Chissano. Dal 1980 soggiorn? a Maputo, dove riprese la sua opera di animatore sociale, scontrandosi con il suo Ordine, che lo voleva richiamare a compiti pastorali. Partendo dal nulla, in un paese in piena guerra civile, cominciò ad organizzare, nella periferia della citt?, donne sfollate, poverissime e generalmente analfabete: poneva cos? le basi dell'Unione generale. Padre Prosperino ufficialmente non ricopriva nessuna carica: ma fino all'ultimo ha dedicato tutte le sue energie a guidare lo sforzo collettivo, tracciando una via, che merita di essere studiata da tutti coloro che sono impegnati a combattere la povert? nel Sud del mondo.


In alto: il logo Italia Africa 2004 per il 17 aprile, progetto grafico di Officine Becagli.
In basso: T-shirt con il marchio dell'UGC, una donna con una zappa e un bambino in grembo con lo slogan 'Produzindo, Formamo Nos e Libertamo Nos' / I polli dell'UGC / Maputo: anche dove c'è fame c'è Coca Cola.
Inserito da bubbico | 12.04.04 |
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