Una cultura dal volto più umano
Cultura, società e comunicazione al Premio Skiaffino 2009,
Camogli dal 18 dicembre al 10 gennaio
Contributi per una cultura dal volto più umano, ovvero: carceri per
cittadini-modello, sanità a pagamento gratis, assessore alla fantasia,
forbici anti-taglio, stages a scuola per i ministri dell’istruzione,
animatori negli ascensori, liberatorie battaglie a cuscinate tra uomini
e donne, cavalieri della strada, comodi dispenser per shampoo negli
alberghi, marciapiedi a tre corsie…
Contributi per una cultura dal volto più umano era il titolo di rubrica di provocazioni semiserie che riappariva carsicamente
nelle pubblicazioni curate dall’umorista Gualtiero Schiaffino (Camogli,
1943-2007) a partire da metà degli anni 70.
Contributi per una cultura dal volto più umano è anche il titolo
complessivo di una serie di "pillole" filmate nelle quali un folto
gruppo di personaggi del mondo della cultura – attori, giornalisti,
docenti, autori, editori, architetti, cuochi... – accoglie la
provocazione degli organizzatori e, in omaggio fedele allo spirito di
Skiaffino, propone suggestive idee per cambiare questo nostro mondo
storto, in una girandola sorprendente e altamente spassosa di lampi di
genio. Col giusto entusiasmo si sono prestati al gioco Enrique
Balbontin, Giancarlo Berardi, Stefano Bigazzi, Fabrizio Casalino,
Alfredo Castelli, Enrico Cirone, Lorenzo Coveri, Giulio Cristoffanini,
Mario Gomboli, Cristina Ivaldi, Silvia Neonato, Raffaele Niri, Luca
Novelli, Fausto Oneto, Giorgio Scaramuzzino, Carla Signoris, Guido
Silvestri (Silver), Marco Vimercati. La realizzazione del video è di
Diana Giromini.
promo : http://www.youtube.com/watch?v=yTkphmr8_S0
Contributi per una cultura dal volto più umano è infine il motto e la
parola d’ordine della seconda edizione del Premio che Camogli ospita
nel periodo delle feste di fine anno, all’interno del Castello della Dragonara a picco sul mare, proponendo momenti di satira
e riflessione sul filo delle tematiche che Schiaffino seguì in tante
sue iniziative.
Le mostre:
Quino, il filtro dell'ironia - 60 spassosi cartoons del grande umorista
argentino Quino (autore del personaggio Mafalda) alcuni dei quali
inediti in Italia, in assoluta anteprima. La mostra offre una
fotografia della società contemporanea e delle sue contraddizioni
allineando situazioni comuni o assurde colte dall'occhio divertito e
divertente di Quino.
Contributi per una cultura dal volto più umano: l'impegno civile
"laterale" di Gualtiero Schiaffino - 30 anni di progetti di
comunicazione, pubblicità-progresso e campagne di sensibilizzazione
così false da sembrare vere e così vere da sembrare false.
L’edizione 2009 del Premio Skiaffino, ideata e curata da Barbara
Schiaffino e Ferruccio Giromini, è promossa e organizzata dalla Città
di Camogli e dalla Provincia di Genova in collaborazione con Regione
Liguria, Sistema Turistico Locale ‘Terre di Portofino’, Centro per il
Libro e la Lettura e Direzione Generale per le Biblioteche, gli
Istituti culturali e il Diritto d’autore del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali.
Il serio è faceto
Ferruccio Giromini
Per una decina d’anni, a cavallo tra i sempre più lontani Settanta e Ottanta, ho avuto la fortunosa opportunità di condividere con Gualtiero Schiaffino molta vita quotidiana e lavorativa. Avevo cominciato a frequentarlo come collaboratore del foglio settimanale che lui curava per il quotidiano genovese “Il Lavoro”, ovvero “La Bancarella”. In brevissimo tempo, nonostante la differenza di età e grazie a una singolare identità di vedute e a una felice condivisione di interessi e metodi operativi, ne ero diventato il braccio destro, per quasi tutte le sue molteplici e contemporanee attività: giornalistiche, grafiche, editoriali in genere, organizzative, eccetera, tanto che in breve fondammo una società – che battezzammo con beata insanità feguagiskia’studios, intrecciando le sillabe iniziali dei nostri nomi e cognomi – e insieme ci gettammo in numerose imprese che, modestamente, avrebbero lasciato qualche segno, e magari qualche cicatrice, nella storia editoriale del secondo Novecento italiano. Ovvero: alcune incarnazioni successive de “La Bancarella”, dalle periodicità cangianti; e il rilancio alla grande dell’allora languente “Premio Andersen” di Sestri Levante (con tutte le trovate collegate, come la rivista “Andersen-Il mondo dell’infanzia” e l’Annuario che l’affianca, iniziative tuttora più vispe che mai sotto la guida della figlia di Gualtiero, l’amazzone Barbara); e l’invenzione dell’ambiziosa rivista bilingue “NBN-NewBookNews”; e campagne pubblicitarie, e pubblicazioni one-shot, e mostre, e blitz vari in differenti direzioni che sarebbe troppo lungo elencare qui.
Ricordo tutto ciò non per vanesio autobiografismo, ma per legittimare la mia presenza in veste di curatore, accanto a Barbara, e di presentatore, insieme con altri comuni amici, di questa nuova antologia di fatti & misfatti schiaffiniani. In buona sostanza: caso volle che all’epoca io sia stato un testimone privilegiato, di primissima fila. E talvolta complice (un po’ più defilato, in quanto un po’ meno sfrenato). Se dunque mi chiamano a dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità, umilmente obbedisco. Confesso. Dirò tutto (o quasi).
Lo giuro: accanto a Gualtiero ho riso molto, moltissimo. A volte ci faceva male la pancia, davvero, come nelle barzellette. Eravamo nel fiore degli anni, e le grandi preoccupazioni esistenziali per fortuna non ci tangevano molto, allora. Ridevamo letteralmente dal mattino alla sera. Ci faceva sganasciare tutto, beati noi. Tanto che non vedevamo l’ora di andare a lavorare; e a sera non avevamo voglia di smettere (con una certa attonita disapprovazione delle rispettive mogli).
So bene, quindi, come nascevano anche i “Contributi per una cultura dal volto più umano”, che il direttore Schiaffino poi avrebbe disseminato a sorpresa tra le pagine bancarelliane sue dilette creature. Nascevano per caso, guardandosi in giro, e soprattutto in auto, tra Genova e Milano, ma anche verso Roma, o Bologna, o Francoforte, e ritorno. On the road: letteralmente sulla strada. Seduti accanto, per riempire il tempo dei tanti chilometri in fila, si commentava il mondo. E a Gualtiero, specialmente a Gualtiero, a raffica ininterrotta venivano in mente analisi e proposte, zigzaganti dal serio al faceto e dal faceto al serio, una chicane senza soluzione di continuità. Qualche particolare realistico: quando ci si fermava all’autogrill per un caffè (Skiaffino ne era un drogato perso, e pervicace cercava di trascinare anche me in quel gorgo di perdizione), lui tirava fuori dal borsello di cuoio (allora usava) la fida sformata agenda filofax e ci scarabocchiava sopra (con la sua celebre scrittura gallinacea) gli appunti che l’indomani mattina avrebbe riportato sulla scrivania dell’ufficio in forma (leggermente) più compiuta e organizzata. Insomma, io facevo volentieri da spalla (dalla palla al balzo al rimbalzo della palla), e buona lì. Sì, per quanto filodadaista e filopatafisico, a volte un po’ mi vergognavo di “esagerare”. Ma lui, eroico, non si lasciava intimidire dal comune sentire, dal caro vecchio decoro borghese, dalla logica persino. Da bravo umorista, da bravo moralista, lui voleva cambiare il mondo. Ma da moralista interrogativo, e invece da esclamativo umorista, mica ci credeva tanto. E prendeva in giro anche se stesso, oltre che il mondo.
La stessa denominazione di quella rubrica metamorfica – che appariva qua e là provvidenziale a tappare ogni buco nelle già polimorfe paginate delle successive “Bancarelle” – magicamente contiene in sé l’essenza profonda dell’attività dell’umorista “duro e puro” di cui sopra. Ossia: lo sguardo umoristico sulla realtà può essere (anzi è) anche impegno civile. Ridere, in sé, è già un primo ed ottimo “contributo per una cultura dal volto più umano”.
Il bello di lavorare con Skiaffino consisteva proprio in questo: nella possibilità di applicare il “pensiero laterale” tanto nell’osservazione del mondo quanto nella creazione fattiva di nuove “opere” comunicative. Registrare la realtà ma anche incidere su di essa: nient’altro che due facce della stessa medaglia. E questa nuova antologia, che svaria saltabeccando per tre decenni di attività schiaffiniane, è in grado di dimostrarlo.
Inserito da ra.des | 16.12.09 |
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satira |
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