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design e cultura quotidiana

Consiglio Italiano del Design 2.0

Il ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, ha istituito un nuovo Consiglio Italiano del Design. Il Consiglio, che è la continuazione del precedente e più numeroso Consiglio istituito da Rutelli, si occuperà di promuovere la cultura del design nella pubblica amministrazione, nelle aziende e attraverso i media. Inoltre avrà il compito di elaborare e proporre interventi divulgativi che prevedano la partecipazione attiva dell'Italia ai principali eventi internazionali nel settore.

Ne è stato nominato presidente Adolfo Guzzini. Fanno parte del consiglio, a titolo rigorosamente gratuito: Silvana Annicchiarico, Luisa Bocchietto, Andrea Branzi, Pierluigi Cerri, Beppe Chia, Medardo Chiapponi, Aldo Colonnetti, Arturo Dell'Acqua, Bellavitis, Pietro Di Pierri, Frida Giannini, Stefano Giovannoni, Carlo Martino, Antonio Paris, Nadia Salvatori e Andrea Vallicelli.


Inserito da gianni sinni | 21.03.09 | (1) | Notizie | stampa |




commenti:

  Spero sia finalmente la volta buona che si possa fare qualche passo avanti riguardo l'intenzione, di cui sento parlare sin dai tempi dell'iscrizione all'università, cioè quella di istituire un Albo professionale per i laureati in Disegno Industriale. E’ mai possibile che a distanza di oltre 15 anni non si sia ancora riusciti a smuovere le acque e "un'intenzione" sia ancora rimasta tale?
A differenza di Architetti, Ingegneri e di tanti altri, noi Designer (e per designer intendo laureati in Disegno Industriale),non abbiamo un Ordine a cui fare riferimento, quasi come se la nostra sia considerata una laurea di serie B. Aspirare ad un Ordine/Albo non coincide affatto con il voler creare una lobby o una casta, perchè tanto "chi davvero vale alla fine emerge senza bisogno di fare capo a nessuna corporazione", come si legge fra i commenti di qaulche anno fa: si tratta semplicemente di voler vedere riconosciute le proprie competenze professionali. Con questo commento vorrei tirare in ballo questioni meno nobili e terribilmente più materiali, come ad esempio poter firmare ufficialmente un progetto, essere tutelati, avere un'assicurazione o una propria cassa previdenziale-pensionistica che ci eviti l'obbligo di versare oltre un quarto (percentuale in costante aumento da quando ho cominciato a lavorare) dei nostri compensi all'INPS alla pari, con tutto il dovuto rispetto, di chiunque altro lavori in proprio dopo aver fatto un corso di web-design per corrispondenza (=on-line al giorno d'oggi)!

simona il 23 mar 09 alle 16:49

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