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"Non parlate al viaggiatore"

Ci sono segnali preoccupanti che provengono da questo paese. Segnali che mostrano come ogni giorno venga erosa una piccola quota della libertà di espressione. Volenterosi complici del nuovo clima sociale improntato all'intolleranza verso le opinioni diverse, qualunque esse siano, sembrano emergere dai più o meno reconditi anfratti cui li ha destinati la roulette degli incarichi pubblici. Per ben tre volte in poche settimane abbiamo dovuto assistere alla inquietante censura di campagne pubblicitarie sulla base di motivazioni pretestuose che nascondono esclusivamente l'intento di impedire la divulgazione di idee scomode.

L'ultimo episodio — dopo i casi della campagna ateista a Genova e della pubblicità di Daniele Luttazzi a Bologna — riguarda il rifiuto da parte del presidente dell'Atac di Roma, Massimo Tabacchiera, di ospitare sugli autobus romani la campagna della rete televisiva Current Tv, fondata dal premio Nobel e ex vicepresidente americano Al Gore, perché ritenuta offensiva della sensibilità dei cittadini.

Le immagini dei due poster, realizzati dall'agenzia cOOkies Adv e che potete vedere qui accanto, promuovevano alcune inchieste di approfondimento del nuovo programma Vanguard. Le motivazioni fornite dallo stesso presidente Tabacchiera, e che spaziano dalla sociologia religiosa alle tecniche della comunicazione, sono tanto ridicole quante inquietanti. Leggiamole attentamente:

Immagini pesanti, inopportune, che avrebbero potuto offendere la sensibilità dei cittadini, peraltro in un momento di grave tensione sociale, e per di più in una città come Roma, che è sede della Chiesa cattolica. Quei manifesti non vanno bene per dei mezzi in movimento, la gente non ha il tempo di fermarsi a leggere e comprendere il senso del messaggio. Sotto l’immagine della Bibbia c’è scritto “Vanguard. I martiri della camorra”, che è l’argomento di una puntata. Sotto il kalashnikov, rappresentato insieme a dollari arrotolati e con il calcio dai colori della bandiera americana, c’è scritto “La guerra segreta all’Iran”. Ma i caratteri sono troppo piccoli per poterli leggere mentre l’autobus si sposta.

Evidentemente si ritiene, negli alti circoli delle municipalizzate, che la Città eterna — a Milano infatti la campagna uscità regolarmente su autobus e metro — possa ospitare solo le sacre immaginette e le devote riflessioni che non turbano le sensibili coscienze dei cittadini. Come questo si concili con i culi e le tette per ogni dove lo lasciamo alla vostra interpretazione.

Ci sembra una cosa vecchia e già vista. Finché la pubblicità vende merci nessuno ha da ridire, ma non appena si invita il pubblico a riflettere ecco che le coscienze si inalberano.

Per certi argomenti inopportuni, l'Atac potrebbe aggiornare i propri cartelli a bordo degli autobus con un più appropriato "Non parlate al viaggiatore!"


Inserito da gianni sinni | 25.02.09 | (0) | Campagne | stampa |




 
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