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design e cultura quotidiana

Divieto di kebab

Dalla stampa: Basta kebab o sushi. Al bando la cucina messicana e quella cinese. Il Comune di Lucca dice no ai ristoranti etnici, tanto che ha emanato un nuovo regolamento per bar locali e ristoranti, il quale prevede che, nel centro storico, non nascano «attività di etnie diverse» per «salvaguardare la tradizione culinaria ». D’obbligo nel menù almeno un piatto lucchese doc. Tutto questo al fine di tutelare e valorizzare il patrimonio storico-ambientale della zona più centrale della città.

(a. s.) È uno spettacolo strepitoso vedere l’umanità rincoglionire a tappe forzate. Come se Darwin avesse potuto assistere in laboratorio alla mutazione di una specie, come il Big-Bang sullo schermo del computer. Non avevamo finito di candidare all’Imbecillino d’oro 2009 – lo speciale premio per la scemenza dell’anno – la signora Maraventano e la sua speciale “Isola degli idioti”, che la scemenza dilaga a fiumi. In una nobile gara della comicità di Stato.

Non candideremo Berlusconi, per la sua affermazione – dopo gli stupri – che il «governo non può mettere un soldato a guardia di ogni bella figliola» (poteva dire di peggio: si è trattenuto, ma speriamo la prossima volta): il premier è, per la sua statura politica e morale, fuori concorso, semmai gli si potrà attribuire un premio speciale “alla carriera”.

Candideremo invece il sindaco di Lucca per la sua ordinanza. Conseguenza si dirà delle martellanti tossine sparate in vena agli italiani dalla Lega e dal neonazionalismo da operetta di AN: ma la responsabilità è personale, anche quella delle scemenze.
Dunque i sindaci potranno d’ora in poi stabilire per legge i menu delle trattorie. Domanda: dove finisce la cucina etnica? Si venderanno a Lucca i “biscottini di Prato”, le lasagne, i “pici alla senese”, il cacciucco alla livornese, la trippa alla fiorentina, la cecina alla pisana? Ma si può vendere whisky, gin, coca-cola? Lucca è città longobarda e queste bevande hanno un che di celtico che non va.
Alla prossima: fissiamo i limiti anche per l’abbigliamento nel centro di Lucca. Niente vendite di bermuda, panama, ponchos, baschi, jeans, t-shirts, shorts, tailleurs, lingerie.

Fuori di scherzo resta ormai assodato, che sull’onda del successo, l’ordinanza di Lucca non avrà nessun effetto pratico, come quasi tutto ciò che viene stabilito per legge in questo Paese, ma solo un effetto propagandistico: Berlusconi ha insegnato che più le spara grosse, più insegue il “bar dello sport” per battute volgari e paradossi, più ottiene consenso. Bisogna convincersi di questo: ciò non ci esime dal continuare a ritenere scemenza una scemenza. Ma si sa, a qualcuno piace scemo.


Inserito da ra.des | 28.01.09 | (2) | Notizie | stampa |




commenti:

  Non c'è mai fine al peggio...

elFeliz il 28 gen 09 alle 12:23

  Io non sono d'accordo con questa forma di razzismo alimentare come non sono d'accordo su tante cose che si dicono sui kebab..Invito tutti ad esprimere le loro idee su questa forma di razzismo alimentare ed in particolare sul kebab sul nostro forum : http://www.3effesrl.net/forum

3effesrl il 11 mar 09 alle 14:07

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