Uova al burro e preservativo bucato
Alessandro Savorelli
C’è una famosa barzelletta-test. Si vuol valutare se si ha “mentalità matematica”. Si chiede: «devi fare un uovo al tegame, hai uovo e burro, ma la padella è attaccata al soffitto. Come fai?». L’esaminato risponde: «Mi arrampico, stacco la padella e preparo l’uovo». Bene, 2° test: «devi fare un uovo al tegame: hai a disposizione uovo, burro e padella. Come fai?». «Metto il burro nella padella, e cuocio l’uovo». Risposta errata: il candidato non “ha mentalità matematica”. Se l’avesse avrebbe dovuto rispondere: «prendo una scala, attacco la padella al soffitto e si rientra nel caso precedente».
Facciamo un test simile su una coppia di coniugi che non possono avere figli, e vediamo se hanno “mentalità religiosa”. Devono ricorrere alla fecondazione assistita. Come fare? «Si prende lo sperma, si mette in un vasetto e si porta al laboratorio…». Errato, la coppia non “ha mentalità religiosa”. La coppia con mentalità religiosa, spiega la Prof.ssa Maria Luisa Di Pietro, a commento di un documento papale sulla bioetica, fa così. Prende un’apparecchiatura detta Semen Collection Device e la usa per un normale rapporto sessuale, poi porta l’attrezzatura “usata” in un laboratorio per la fecondazione assistita, per es. all’Università Cattolica, dove il seme verrà «veicolato, previa preparazione, nelle vie genitali femminili».
Il Semen Collection Device, come la social card, ha un nome
anglicissimo, ma corrisponde tecnicamente solo a un banale
«preservativo bucato».
A giustificazione di questa pratica corretta, di “vera mentalità
religiosa” (l’articolista de «La Repubblica» ieri osava insinuare un
sospetto di ipocrisia: i soliti comunisti!), che a Firenze chiamasi
anche in vernacolo «andare a Roma per il Mugello» (cioè facendo un giro
lungo), Joaquim Navarro-Valls ex-portavoce Vaticano spiega uno
spaventoso armamentario metafisico-teologico-antropologico-filosofico:
«Il rilievo del duplice valore umano e trascendente del processo di
generazione materiale e di crescita spirituale sostengono
un’architettura filosofica dell’umano che precede e presiede ogni
valutazione specifica e ogni contributo determinato della scienza e
della tecnica (…) la persona umana ha un preliminare status antropologico, fisico e metafisico, cioè il suo modo sessuato di
esistere e la sua libera volontà di offrirsi all’altro (…). La
generazione non avviene infatti con l’altro, ma nell’altro e insieme
all’altro».
Immaginiamo una signora che trova il classico capello biondo sul bavero
del marito: «Porco – gli dice – sei stato nell’altra e insieme
all’altra!». «Calmati cara sono stato solo con l’altra, e non ho
instaurato con lei nessun processo di generazione materiale
trascendente». «Ah, beh, se è così…».
Navarro-Valls ha trovato un nuovo stupefacente accesso alla dimensione
trascendente dell’uomo. Non la legge morale dentro di noi, non la fede o la ragione, ma il ridicolo: privilegio umano attraverso il quale
l’uomo trascende, unico nel creato (ora che agli animali è riconosciuto
dagli etologi il linguaggio e persino una forma di etica) la propria
natura terrestre.
Inserito da ra.des | 19.12.08 |
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