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design e cultura quotidiana

Arabesque

La grafica di lingua araba gode di un momento di particolare vitalità nel quale si può scorgere, quale elemento denominatore, una creativa rivisitazione della propria tradizione visiva. Abbiamo avuto modo di parlare più volte su queste pagine della grafica iraniana (di lingua, se non di cultura araba). Il lavoro di Ben Wittner e Sascha Thoma che raccoglie, sotto il titolo di Arabesque, un'esperienza di due anni al Cairo ci apre le porte all'incredibilmente ricco panorama della ricerca grafica mediorientale.

Non c'è dubbio che all'interno di una cultura visiva sempre più globalizzata e per molti versi omogeneizzata, le esperienze che provengono da culture meno familiari contengano elementi quanto mai stimolanti.

La cultura occidentale e quella araba si sono visivamente distaccate, intraprendendo strade per molti versi opposte, qualche secolo fa. Per questo la storia della scrittura e dell'immagine araba è il primo passo — parafrasiamo l'introduzione al volume di Huda Smitshuijzen AbiFares (di cui abbiamo già avuto l'occasione di parlare a proposito del suo libro Arabic Typography) — per comprendere gli sviluppi contemporanei di tale grafica.

La scrittura stessa araba si è sviluppata principalmente con l'espansione islamica allo scopo di diffondere le sacre pagine del Quran. La calligrafia ha rappresentato perciò la principale forma di espressione artistica, cui ha contribuito naturalmente la proibizione religiosa dell'arte figurativa. Un ruolo, quello della scrittura manuale, che non è stato minimamente scalfito dall'introduzione e dallo sviluppo in Europa della stampa tipografica. La tipografia araba ha perciò sempre rappresentato una sorta di parente povero dell'espressione calligrafica.

Dopo alcuni tentativi di modernizzare la tipografia araba negli anni '30 è stato rimarcabile il contributo dato, qualche decennio fa, da un'innovazione semplice, ma capace di affrancare il type designer da costose attrezzature, come i trasferibili Letraset. La tecnologia digitale naturalmente ha costituito negli ultimi anni un catalizzatore per il disegno tipografico e per la stessa comunicazione visiva che gli stati e le società mediorientali più ricche hanno riconosciuto come un importante elemento di affermazione culturale come per i noti casi dei network televisivi Al Jazeera e Al Arabya.

Naturalmente lo sviluppo del graphic design segue strade talvolta molto diverse. Da una parte l'utilizzo delle possibilità offerte dallerecenti tecnologie per realizzare digitalmente i canoni complessi della tradizione calligrafica, dall'altra il processo di aggiornare l'estetica tradizionale ai nuovi media e ai nuovi canali di comunicazione.

Non sarà da tacere l'aspetto teorico che sottende a queste esperienze di design arabo e persiano, quello che vede i giovani designer di questi paese avere introiettato le più recenti ideologie del design occidentale, in primis il post-moderno e il decostruttivismo, e averle volte ai propri fini con una sensibilità che permette di coniugare la tradizione e il contemporaneo, l'Occidente con l'Oriente, nuove e vecchie realtà sociali.

Il risultato è un design che non teme di portare un contributo influente nei paesi occidentali non foss'altro per la crescente presenza, in quest'ultimi, di cittadini di lingua araba. Il volume Arabesque infatti presenta un perfetto mix di esperienze che vanno dai designer mediorientali (principalmente iraniani, egiziani e libanesi e la comunità che si ritrova nel sito della Khatt Faoundation), ai designer in lingua araba residenti in molti paesi europei ed infine ai progetti per il mondo arabo (o ispirati al) realizzati da un crescente numero –a mano a mano che aumentano attenzione economica e scambi tra le due culture – di studi grafici occidentali. A quest'ultima categoria appartiene il font Talib, un carattere che combina in un'unica estetica lettere arabe e latine, disegnato dallo studio berlinese eps51 dei due curatori del libro.

 

Arabesque. Graphic deisgn from the Arab World and Persia, a cura di Ben Wittner e Sascha Thoma, Gestalten, Berlino 2008, + Cd con la font Talib, euro 44.

 


Inserito da gianni sinni | 04.08.08 | (0) | A stampa | stampa |




 
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SocialDesignZine
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n. 366 del 11/06/08
ISSN: 2036-2277
anno VII


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associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva

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