La vera principessa sul pisello
Immaginate di essere una ‘vera’ principessa e che, con il vostro vestito più bello e prezioso, vi rechiate al castello per incontrare il principe azzurro. Immaginate anche che il principe non si faccia nemmen vedere e che, al posto suo, ci sia l’arcigna regina madre che vi fa spogliare e indossare una sua camicia da notte. Poi immaginate di starvene tutta la notte sui venti materassi sotto i quali era stato messo quel pisello che, essendo voi una ‘vera’ principessa, non vi ha fatto dormire e vi ha riempito la pelle di lividacci blu. Immaginate infine che, all’alba, il principe ancora non si sia fatto vedere. Cosa fareste?
Essendo una ‘vera’ principessa vi togliereste la camicia da notte della regina madre, indossereste di nuovo il vostro bel vestito prezioso e, prima di andarvene, pisciereste sul letto e sui venti materassi, alla faccia di quel principe meschino, villano e maleducato. E via di nuovo con le compagne, per un finale comunque lieto…
Questa Vera Principessa sul Pisello che Octavia Monaco ha riscritto e disegnato per Orecchio Acerbo si muove in quell’universo di arte e disegno femminista, di affermazione e riaffermazione di dignità e orgoglio, che negli anni avevamo perso un po’ di vista, sostituito spesso, ma certo non completamente spento, da un disegnare edulcorato e a volte melenso, versato magari ‘al femminile’. Qui nulla è beneducato, storia e disegni sono ‘duri’, e la principessa si riappropria del suo orgoglio e della sua condizione reagendo alle umiliazioni, che sembrerebbero peculiari di un malinteso senso di femminilità (“pronte a tutto per…”), con un gesto antico di spregio e di fierezza.
È una fiaba ma puer, de te fabula narratur. E mentre sembra di sentire, da molto lontano, una vocina che ci ricorda che “… le streghe son tornate” (e ci viene da aggiungere che era l’ora!), non si può che restare ammirati dalla padronanza con cui ‘Octavia Monaca illustratrice’ legge in maniera perfettamente distonica il testo di ‘Octavia Monaco scrittrice’. Le illustrazioni interpretano e forzano il testo, allontanandosene con una visione inquietante che entra dentro le pieghe oniriche e inconscie della storia, dandoci però alla fine una concordanza perfetta tra parola e immagine. Una bella prova per una delle voci più originali dell’illustrazione italiana.
Octavia Monaco, La Vera Principessa sul Pisello, Orecchio acerbo, euro 15,00.
Inserito da gianni sinni | 30.04.08 |
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commenti:
Margherita il 05 mag 08 alle 11:34
Solitamente faccio così(visto i costi); prima di comprare un libro di illustrazioni, lo guardo e medito, poi se vale lo compro.
Recensione:
Una storia a dir poco politicamente scorretta, volgaruccia e tristemente attuale, vista la gran crisi della coppia.
La mia domanda è: ma i bambini, che c'entrano??
Penso sempre che per fare seriamente l'illustratore per l'infanzia, le tavole non debbano mai essere disgiunte dal messaggio, dal racconto. E che i racconti debbano essere educativi.
Questa è una favola per adulti (frustrati), femminista e mal scritta.
Può piacere alle ragazze di "Sex and the city" (Cinque tristi strolghe impegnate attivamente nel sociale).
Mi piacciono le illustrazioni della Monaco, ma a volte mi chiedo se gli illustratori leggano quello che poi illustrano, se hanno ripensamenti,
perchè quando ci metti le illustrazioni ci metti la faccia.
Permettetemi di dare un consiglio, anche alla bravissima Octavia Monaco:
rileggetevi - "Bruno Bettelheim - Il mondo incantato".
E' un libro che ogni Illustratore e narratore per l'infanzia dovrebbe leggere.
Magari finalmente, qualcuno si accorgerà che la percezione del bambino-ragazzo non è quella di un adulto, che il fanciullo attraversa tappe, deve essere scosso ma anche rassicurato, perchè le sue paure sono diverse dalle nostre, perchè le coppie se le immagina felici,
perchè da un racconto che parla di relazioni si spera sempre in un lieto fine, alla faccia dei divorzi e del brutto mondo.
La principessa rimane sola, come una femminista d'antica data.
Ora è giovane e bella e le va bene così,
ma verso i sessant'anni, se sarà sola, avrà cambiato idea, e ripenserà a tutte le occasioni perse,
(questa compresa) ne sono sicura.
P.S. L'illustrazione della principessa che urina sui materassi la trovo irritante, diseducativa ed assolutamente gratuita.
Un'occasione sprecata, non buttate via soldi.
Illustratore71 il 05 feb 10 alle 18:26
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Se il libro intende però indicare qual'e' il percorso per diventare 'vere principesse' passando anche per il superamento (???) della conflittualita' fra le stesse protagoniste (giovane principessa e regina madre), poteva pero' risparmiarsi la pisciata sul letto con tutti i suoi sette materassi....
Non penso che le donne debbano riappropriarsi di un orgoglio che ancora una volta - nei modi - scimmiotta gli uomini (la principessa con il pisello?), ma piuttosto che debbano ritornare all'autocoscienza e all'analisi delle proprie differenze di genere, intese come peculiarita' straordinarie e complementari a quelle, egualmente straordinarie e complementari, degli uomini.
Più che il ritorno delle streghe (il cui termine e' gia' provocazione di roghi) mi auspico il ritorno delle principesse (il cui termine ha implicito il rispetto), non di nome ma di fatto.
antonella
ps.
Il mio commento e' relativo solo al testo che qui leggo
antonella il 30 apr 08 alle 16:03