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Vite perdute

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Il ragazzo che vedete nella foto a destra si chiamava Diego. è morto dopo un incidente d'auto terribile, cadendo dal viadotto alle sue spalle. Ogni anno sono moltissimi i giovani che perdono la vita in incidenti stradali che, molte volte, potrebbero essere evitati.



Il Comune di Firenze, a partire dal 5 aprile, tappezzerà la città con 180 stendardi con le foto di 40 giovani vittime di incidenti stradali. I grandi 'seipertre'della campagna riporteranno immagini di auto distrutte e corpi nascosti da lenzuoli sul selciato della strada.

"La vita è tua, non perderla per strada", recita lo slogan principale dell'iniziativa che è sostenuta, oltre che dal Comune, dall'Aci, dalle associazioni di categoria, dagli organi d'informazione, discoteche, cinema, ristoranti e ritrovi serali. In venti luoghi in cui si sono verificati incidenti mortali verranno posizionati altrettanti grandi cartelli.

Saranno immagini forti e crude, che susciteranno sicuramente discussioni e polemiche. Il dibattito sull'uso 'didattico-preventivo' di immagini scioccanti per campagne di utilità sociale è in corso da molti anni in Europa. Noi, nel caso particolare, crediamo che intervenire per evitare di perdere altre vite sia un segno di grande rispetto per le giovani vittime della strada e di responsabilità civile.

L'iniziativa del Comune di Firenze è stata naturalmente concordata con le famiglie che hanno messo 'a disposizione' della collettività le immagini della loro tragedia. Negli ultimi trent'anni nel nostro Paese sono morti in incidenti stradali circa 300.000 persone, un terzo delle quali aveva tra i 15 ed i 29 anni.

Inserito da ra.des | 02.04.04 | (3) | Pubblica Utilità | stampa |




commenti:

  Le teorie sulla comunicazione invecchiano, i giovani che si schiantano con l'auto invece no. c'è chi sostiene che è meglio non mostrare, non essere espliciti con le parole e le immagini, c'è chi (il Comune di Firenze) mostra, ma ancora non troppo. Giover?è l'auto distrutta dall'impatto è perè un rudere da sfasciacarrozze, le foto dei giovani tragicamente scomparsi sembrano quelle dei desaparesidos più che di autisti disgraziati. A mio parere, le pubblicità cosiddette sociali servono a poco, ma se comunicazione deve essere allora è meglio mostrare tutto, fino in fondo, "sbattere" il muso con una realtà senza deodoranti e merendine alla nutella. Si dovrebbe aggiungere il sonoro; cos?, ogni tanto, mentre facciamo lo struscio al centro commerciale, ecco dagli altoparlanti una frenata, un botto, un fracasso e delle urla raccapriccianti. Poi le serene e infine una voce di chiusura che recita il claim: "la vita è tua, non perderla per strada". Teatrale, come deve essere la comunicazione. Se potrà disturbarci, mentre scegliamo il nuovo telefonino, sarà già qualcosa.

Massimo De Nardo, responsabile di Segnal'etica - I linguaggi della comunicazione

Massimo De Nardo il 02 apr 04 alle 14:20

  è un dibattito da fare. Serve o non serve la comunicazione sociale? La foto del ragazzo che Si è schiantato con l'auto è davvero (in ogni senso) la foto di un desaparecidos! Era qui con noi e improvvisamente non c'è stato più! Forse però qualcuno che lo ha conosciuto (un compagno di scuola, di lavoro, di discoteca, un amico ...) vedendolo su uno stendardo per i viali sentirè un colpo e avrà l'impulso di frenare... Forse, chi sa!? Non ci sono soluzioni e non ci saranno riscontri 'oggettivi'. Non sapremo misurare, nè credo lo potrà fare il Comune di Firenze, quante vite e se, saranno state salvate. Comunque questo è già qualcosa e, con il vento che tira, nemmeno di poco conto.

andrea

andrea il 02 apr 04 alle 17:16

  Forse le immagini crude servono a ben poco, però è sempre una strada da seguire.
Forse il problema è che si pensa "proprio a me dovrebbe accadere?".

giovambattista caruso il 05 apr 04 alle 08:28

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