Concorso a "La Sapienza"
Il tema dei concorsi per progetti di visual design rimane uno degli argomenti pi coinvolgenti per tutti coloro che operano nel settore. Sia quando c' da denunciare situazioni di bandi di gara al limite del ridicolo, sia quando scoppiano le polemiche riguardo alle scelte delle commissioni. Stiamo ricevendo, ad esempio, varie segnalazioni di studi che sono risultati esclusi dalla gara per il marchio di Milano a causa di vizi formali. Pu darsi che ci sia stato causato da un forse eccessivo numero di documenti richiesti, ma purtroppo le formalit sono anche la garanzia di correttezza del comportamento di ogni giuria. Per competere efficacemente - e imprenditorialmente - necessario che ogni professionista riesca a dominare, da un lato, la creativit e, dall'altro, aspetti meno divertenti, ma ugualmente importanti, quali gli adempimenti burocratici.Diverso il caso di quando il bando stesso sembra vergato al solo scopo di garantirne l'affidamento a chi di dovere, come denuncia Alberto Lecaldano, direttore di Progetto Grafico, a proposito del concorso per la nuova identit grafica dell'Universit romana "La Sapienza".
"La Sapienza": largo ai soliti
Alberto Lecaldano
L'Universit degli Studi di Roma "La Sapienza" ha aperto una gara di appalto per scegliere l'impresa che progetter il proprio nuovo sistema di identit visiva.
La gara chiude l'11 aprile ma solo da un paio di giorni sono riuscito a rintracciare il bando del quale avevo avuto notizia gi nei primi giorni della sua diffusione a met febbraio.
La scelta della gara di appalto fatta dalla "Sapienza" singolare perch mi sembra difficile comparare la progettazione grafica alla fornitura di servizi di pulizia, di giardinaggio o di distribuzione automatica di bevande fredde o calde.
Il progetto grafico un'attivit intellettuale; non si tratta di fornire tot targhe o tot biglietti da visita o di innaffiare le piante (senza ironia con tutto il rispetto). Anche i tempi a disposizione dovrebbero essere diversi: un conto fare un progetto, un conto un preventivo.
Scegliendo la formula della gara "La Sapienza" inoltre ha completamente ignorato le Norme internazionali Icograda per i concorsi di design, ma il punto non questo: pi volte ho messo in luce quanto quelle norme mi sembrino oramai non pi adeguate alle esigenze operative dell'Amministrazione pubblica. Il punto che lo sforzo fatto dagli estensori del bando per cercare un sincero collegamento con tutto il mondo professionale scarso.
I modi che l'ente banditore utilizza per assicurarsi che i partecipanti siano professionisti della comunicazione e per garantirsi sul buon esito nella 'fornitura' sono tre:
1. iscrizione alla Camera di Commercio per attivit coerente con quella oggetto della gara;
2. aver svolto servizi identici per Aziende o istituzioni primarie con buon esito, allegando le relative attestazioni, pena l'esclusione;
3. attribuire al curriculum dell'impresa che partecipa al bando ben 30 punti su cento nei criteri definiti per la graduatoria delle offerte ricevute.
Il punto 1 nebuloso e pu dar luogo a contestazioni; in mancanza di chiarimenti possono essere considerate attivit coerenti sia quella di uno studio di progettazione grafica come quella di un'azienda fornitrice di sistemi di segnaletica.
Il punto 2 falcidia decisamente i partecipanti. Sono poche in Italia le aziende o meglio i professionisti che possono vantare di aver svolto incarichi di questo tipo (e di questo passo saranno sempre meno).
Il punto 3 veramente insolito e presenta a mio avviso gravi incongruenze che potrebbero spingere a richiedere la completa revisione del bando riconsiderando anche il tipo di scelta fatto, cio la gara di appalto.
Assegnare 30 punti al curriculum del partecipante e complessivamente 60 al progetto (frazionati in: 25 creativit nell'ideazione del marchio/logotipo; 20 efficacia del sistema; 15 strategia progettuale e metodologia operativa) come dire, in buona sostanza, che il curriculum la cosa pi importante.
Mettiamo che un giovane pool elabori un eccellente progetto, sar comunque svantaggiato in modo difficilmente recuperabile rispetto a un 'fornitore' molto affermato e che magari, questa volta, fa un progetto scadente.
Un pool senza una ponderosa attivit professionale alle spalle chiss se sarebbe ammesso al concorso (punto 2); ma supponiamo che gli venissero attribuiti 55 punti per la parte progettuale e 5 punti per il curriculum, si troverebbe a dover competere con un affermato professionista che potrebbe aver ricevuto 30 punti per il curriculum e solo 30 punti per il progetto. (Ma gli affermati professionisti saprebbero sicuramente onorare la loro fama e quindi difficile immaginare che nella graduatoria ottengano per le questioni relative alla progettazione solo 30 punti e quindi il nostro giovane pool ha perso, diremmo in partenza, ma auguriamoci che non sia cos.)
Francamente questa grande attenzione al curriculum non mi convince e mi sembra illogica.
Se "La Sapienza" voleva operare una scelta per assicurarsi la partecipazione di professionisti affermati poteva farlo in modo esplicito e anche con grande richiamo mediatico con un concorso a inviti. Cos fece ad esempio lo Iuav di Venezia a opera di Sergio Polano nel 2002 quando invit 7 dei pi celebrati e internazionali studi professionali di grafica a partecipare a un concorso a inviti per il proprio logo (tra gli altri Massimo Vignelli, Neville Brody, Philippe Apeloig che vinse il concorso).
Se invece "La Sapienza" voleva aprire un dialogo sincero con il mondo professionale avrebbe potuto scegliere altre procedure come recentemente stato fatto dalla regione Sardegna e dal Comune di Milano per la loro immagine di promozione turistica. Ed superfluo dire che in questo caso sarebbe stato auspicabile un ruolo di Aiap che tra i suoi compiti ha quello di garantire sulla qualit professionale del lavoro dei suoi iscritti. interessante inoltre notare che sia nei criteri di valutazione del concorso bandito dalla regione Sardegna che in quelli del Comune di Milano (non pi in rete ma disponibile ad aiap@aiap.it) non appare alcuna valutazione del curriculum ma solo delle questioni di tipo progettuale. Anche perch, giustamente, rigorosamente anonimi.
La strada scelta a Roma, come ho detto, sfavorisce i giovani talenti ma la questione non tanto che sono giovani quanto piuttosto il fatto che l'Universit entri in contraddizione con se stessa: se da una parte attua corsi di laurea, lauree specialistiche o anche solo orientamenti sulla comunicazione visiva, dall'altra non tiene alcun conto di questo gran numero di laureati e attende che siano altri a valorizzare le loro competenze.
Per chiudere occorre dire che comunque la stesura del bando, che vede tra i referenti Mario Morcellini, Preside della Facolt di Scienze della Comunicazione della "Sapienza", d sicuramente segnali di conoscenza delle questoni riguardanti la progettazione grafica. Nell'articolo 1 del capitolato il breafing preciso anche se molto sintetico e la preoccupazione e richiesta di tenere al centro del progetto l'esigenza di dare unit e riconoscibilit a una realt complessa come l'Universit degli Studi "La Sapienza" di Roma chiara.
Altrettanto sintetiche ma chiare sono le indicazioni delle Specifiche tecniche (l'articolo 5 del Capitolato) anche se sar interessante vedere se e come i progettisti concilieranno le due icone indicate: il Cherubino (obbligatorio) e La Minerva (facoltativa).
Altro elemento che comunque distingue questo da altri risibili bandi, dei quali spesso ci si occupati in questo sito, la documentazione che d un quadro sufficentemente caotico e senza pudori censorii della situazione attuale (insegne prive di lettere comprese).
Una pagina del sito dedicata ad ottime, precise, risposte ai quesiti.
Ulteriore elemento positivo il fatto che la gara sia aperta a imprese straniere (anche se il bando non disponibile in inglese - come quello della Sardegna, ma quello di Milano no - e speriamo partecipino i numerosi studi che fuori d'Italia si occupano in modo egregio di queste materie) e che all'impresa vincitrice venga richiesto di impegnare nel lavoro per almeno sei mesi due giovani laureati o laureandi.
Comunque se pure le cose restano come sono inviterei i colleghi a partecipare. Mi sono preso la briga di stampare tutti i documenti presenti nel sito citato e ho evidenziato, in giallo, le parole strettamente pertinenti alla progettazione grafica (indicazioni per la progettazione, elaborati richiesti, eccetera): bene sono meno del 10% del contenuto nel quale prevalgono quindi le questioni di natura formale, legale e burocratica ma se tutto ci necessario c' solo da augurarsi che i colleghi non si spaventino e si mettano in gara per la progettazione di cose abituali: un marchio, la sua applicazione, lo studio di un sistema. Il compenso previsto, 200.000 euro in tre anni (con offerte al ribasso, ma non la cosa pi importante) per una volta sembrerebbe adeguato.
Inserito da gianni sinni | 09.03.06 |
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commenti:
mah il 10 mar 06 alle 13:17
chi conosce un minimo la sapienza, anche solo dalle piccolezze della sua realtà quotidiana, sa che è una fogna e che non c`è nulla di anomalo in questa storia.
non mi sorprenderebbe se alla fine annullassero il concorso e affidassero l`incarico a qualche amico o parente. alla sapienza ci si può aspettare veramente qualsiasi cosa.
tito il 10 mar 06 alle 18:56
Non ultimo il tentativo da parte dell Facoltà di Architettura Vallegiulia di copiare il sito dell'auditorium;
www.auditorium.com
www.vallegiulia.uniroma1.it/
Parlo di tentativo perchè il risultato è visibile a tutti. Ero presente quando alcuni funzionari della segreteria (di dubbia competenza) hanno smantellato il sito precedente, realizzato da una nota web agency.
Tra l'altro nella stessa Facoltà è presente un Corso di "Grafica e Progettazione Multimediale".
Ah Santa Sapienza!
gbrl+alt+canc il 11 mar 06 alle 14:39
Prego i valenti colleghi di desistere in un tale eroico quanto vano gesto!
ste il 14 mar 06 alle 10:28
Pasquale Di Meglio il 17 mar 06 alle 11:29
Come vedete spesso al SUD le cose funzionano meglio che al nord, anche se nessuno, AIAP compresa, ne parla..!
Saluti a tutti
Roberto il 21 mar 06 alle 01:38
Roberto il 21 mar 06 alle 19:58
perchè non rendere il concorso aperto a tutti.
Forse hanno paura che le idee dei giovani progettisti meno titolati e sconosciuti in realtà valgano più.
Dicono che il motivo è garantire la partecipazione di persone qualificate,
ma a che servono queste discriminazioni,
una buona idea è quello che conta......
d'altronde le giurie servono a questo......no?
infatti in questo caso no
Dario il 23 mar 06 alle 16:28
Art. 14. Elezione del domicilio e sede operativa L’Aggiudicatario dovrà garantire per tutta la durata del contratto la presenza nel comune di Roma di una propria sede operativa, presso la quale dovrà eleggere il proprio domicilio legale.
Art. 17. Recesso L’Ateneo si riserva la facoltà, previa valutazione insindacabile delle proprie esigenze e dell’attività svolta dall’Aggiudicatario, di recedere dal contratto in qualsiasi momento, senza che possano essere vantate pretese da parte dell’Aggiudicatario, salvo che per le prestazioni eseguite nel rispetto degli obblighi contrattuali.
L’eventuale recesso sarà notificato dall’Ateneo all’Aggiudicatario, con preavviso di 30 (trenta) giorni, tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Mi sorge una domanda:
ma siamo sicuri che non abbiano già stabilito un vincitore?
vorrei conoscere la vostra opinione, sempre che possa essere espressa su questo spazio.
ciao a tutti e buon lavoro!
°L°
Luca il 27 mar 06 alle 15:09
sono state inserite riposte a quesiti riguardanti il curriculum dei partecipanti alla gara e ai criteri di valutazione per l'assegnazione dei 30 punti previsti per questo aspetto.
La mia considerazione (espressa nell'articolo) che comunque restano sfavoriti progetti pur pregevoli realizzati ad esempio da giovani pool o professionisti non cambia. E un tale atteggiamento da parte della Sapienza, ripeto, è singolare.
Segnalo anche che il concorso scade il giorno 11 aprile.
Nuovi quesiti possono essre posti fino a sette giorni prima della scadenza; anche la documentazione può essere ritirata o scaricata entro quel termine.
Restano quindi poche ore anche per ritirare presso gli uffici della Sapienza il file recante l'esemplare del marchio registrato (punto e della documentazione di gara) che chissà perché non è stato messo in rete. E' forse una forma di preiscrizione?
Alberto Lecaldano il 31 mar 06 alle 16:11
Roberto.
Roberto Ricci il 31 mar 06 alle 18:11
hel il 24 mag 06 alle 16:32
Luigi il 29 mar 07 alle 17:50
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db il 10 mar 06 alle 12:32