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Campagne Due!

Bella-copia-75.jpgSe Atene piange, non si pu dire che Sparta rida a crepapelle. Anche il centrosinistra, in questa primavera elettorale, ha avviato campagne pubblicitarie di ogni tipo e foggia e i risultati visibili (in attesa di Prodi, La seriet al governo, che non abbiamo ancora visto e che ci sembra in ritardo tragico sui tempi e i temi questione) non sono esaltanti.
Sembra quasi una campagna elettorale al rimorchio, con idee mutuate altrove, strategie mal digerite, fatte quasi obtorto collo, con stilemi che non si confanno alle personalit dei competitors. Di Pietro occhieggia da un manifestone, con un inquietante capoccione alto tre metri, e cosa ci dice? Legalit, legalit, legalit, ad esempio. Bella parola ma perch il testone. A cosa serve? La politica, si pu rispondere, non si deve far pi solo con le idee ma con le facce, con la visibilit. Campagne a freddo (lo vedevamo anche per il centrodestra, ricordate?) dove anche le ultime resipiscenze di amor proprio vengono bellamente risucchiate dallesigenza di essere presenti, accattivanti e fotogenici.

Come Di Pietro anche Diliberto, che si scaglia contro la Moratti (in precedenza contro la sporca guerra) mettendoci naturalmente la faccia. Brutti manifesti, soprattutto inefficaci, a nostro giudizio. La competizione dovrebbe essere attivata cercando delle specificit di intervento. Altrimenti, nella raccolta di facce e faccine, busti e mezzibusti, ha mano libera chi, anche senza molte idee o molti programmi, ha pi mezzi e pu inondare il paese di totem, torrette, striscioni, stendardi.

Anche i DS non si segnalano per particolare brillantezza di toni. Campagna visibile (hanno forse pi mezzi degli alleati), non personalizzata su singoli leader ma cos minimale da diventare minima, con giochi di parole che non appaiono straordinariamente adatti a scaldare i cuori. Sembrano un nostro vecchio compagno di banco, sempre pronto alla battutina su tutto ma mai veramente profondo, mai in grado di dire una parola definitiva. Oggi contratto con gli italiani. Domani italiani con il contratto. Giochi di parole, appunto.

Unica ad aver affrontato il problema comunicativo di questa primavera isterica in maniera efficace ci sembra essere stata la Margherita, che ha allestito una vera campagna di idee e immagini con un espediente retorico-narrativo che permette di focalizzare i problemi rendendoli metafora (la societ-scatola stretta e soffocante da cui si deve uscire!). Ci sembra una comunicazione semplice ma non banale, comprensibile e in grado di stimolare il pensiero. Unico esempio, per ora, a nostro giudizio, capace di meritarsi la sufficienza. Per il resto, se il livello continuer a mantenersi a tali altezze meglio farsi una ghignata (volgare, volgarissima, ma liberatoria!) con la mitica locandina del Vernacoliere. La pubblichiamo per chi, fuori della Toscana, difficilmente pu vederla in edicola.

vernaco.jpg

Inserito da ra.des | 20.02.06 | (2) | Propaganda | stampa |




commenti:

  Ad esempio, ho trovato estremamente irritante il manifesto di Diliberto in cui sorrideva accanto allo slogan contro "la sporca guerra": che ci sarà mai da ridere?

Luposelvatico il 22 feb 06 alle 11:01

  Non puoi che trovarmi daccordo su questo argomento (ne avevo parlato tempo fa sul mio blog )..trovo degna di nota solo la campagna della margherita (sic!)..le altre, compresa quella di Prodi appena "uscita", assolutamente inefficaci.

orlando il 22 feb 06 alle 16:47

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