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design e cultura quotidiana

L'Immagine scoordinata

DSCN3036_75.jpgIl concetto (o il principio?!) di immagine coordinata uno dei capisaldi della progettazione grafica, dellintero mondo del graphic design, diremmo. Principio sempre studiato e invocato, sovente disatteso, guardato con timore, rispetto e/o dispetto a seconda delle circostanze. Quasi mai, almeno dopo la Scuola di Ulm, messo in discussione.
Poi, naturalmente ci sono le applicazioni particolari, i casi di immagine che hanno seguito percorsi particolari e ondivaghi, che hanno cercato una propria originalit metodologica. Questo perch, abbastanza ovviamente, ogni costruzione complessa dimmagine ha una propria specificit e necessit di intervento che allontana, a volte, dal sacro canone. Di conseguenza anche laltro concetto mitico, quello di manuale, ha subito, nel corso dei tentativi di una sua operosit, molte variazioni.

Quello che per ci raccontano Stefano Caprioli e Pietro Corraini (Manuale di Immagine non coordinata, Edizioni Corraini) un percorso culturale affatto diverso, un attacco al cuore del problema, provocatorio ma anche strutturato, ironico e fantasioso. Se il titolo non fosse abusato potremmo parlare di morte dellimmagine coordinata; gli autori raccontano invece di nascita dellimmagine scoordinata che un nonsenso, ma anche la negazione e riaffermazione di un principio in nome non del caso ma della riclassificazione e delladeguamento di significato.

Il libro si presenta minuscolo, quasi appartato, nella veste del pamphlet, ma rivela subito la robustezza concettuale del paradosso e si articola in capitoli che cercano di dimostrare una tesi, per gli autori, fondamentale: limmagine coordinata altro non che un sottoinsieme dellimmagine non coordinata (la fantasia popolare avrebbe detto che, nel pi ci sta il meno!). Ovvio, vero? La costruzione di unimmagine non pu quindi essere limitata da norme troppo rigidamente vincolanti perch gli attori della comunicazione non sono solo artefatti grafici immutabili ma concetti filosoficamente variabili quali il numero, lo spazio, il tempo, il caso. E tutti gli altri che si vuole naturalmente fino a costruire ogni volta unimmagine (aziendale, istituzionale) che sar coerente con il suo insieme ma del tutto autonoma negli elementi costituenti.

Una bella ipotesi che nel libretto sostanziata da elementi naturali (la foglia di platano sempre diversa ma sempre riconoscibile), o progettati (il marchio della repubblica italiana che ipotizza la possibilit di avere tante variazioni quante sono i volti dei cittadini).

Si legge, in tutto il libro, quasi una presenza augurale, linfluenza delle teorie sulla creativit e sulla fantasia di Bruno Munari. Ne parla a lungo Beppe Finessi nel testo introduttivo. Quasi a dire che il superamento del concetto di immagine coordinata approda ad una consapevolezza pi matura, teorizzata, interna al concetto di creativit. Un libretto da leggere e chiosare, magari, nello stesso suo solco, da mettere in discussione.
Una sola nota per concludere. In tutto il libro nemmeno una volta si pronuncia la parola logo n corporate identity. Si parla solo di marchio e di immagine coordinata. Ne siamo personalmente grati agli autori.

Stefano Caprioli, Pietro Corraini, Manuale di Immagine non coordinata, Edizioni Corraini, euro 8,00.

Inserito da ra.des | 30.01.06 | (1) | A stampa | stampa |




commenti:

  sono davvero contento di questa pubblicazione italiana. raro caso. le variabili matematiche, casuali, concettuali (direi creative, ma in un corpo piu' piccolo) nelle applicazioni visive sono i nostri esercizi di stile.

db il 01 feb 06 alle 21:12

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