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Folle

Tutte le grandi rivoluzioni, anche quelle letterarie e religiose (e specialmente quest'ultime), sono sempre accompagnate o precedute da epidemie di delirio di massa.

Cesare Lombroso, Il delitto politico e le rivoluzioni in rapporto al diritto, all'antropologia criminale ed alla scienza di governo,1890.

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Comprendere come agisce la folla, una massa indistinta di persone, costituisce da tempo un argomento di studio delle scienze umane. Nella folla si perdono le distinzioni personali. La folla è anonima per definizione. E che si tratti della folla dell'assalto ai forni di manzoniana memoria o dei gruppi disperati e violenti dei saccheggi di New Orleans, degli spettatori di un concerto rock o, ancora dei fedeli in preda al panico di Baghdad, la caratteristica pi evidente delle azioni di massa è l'assoluta preminenza di comportamenti irrazionali e deliranti.
Una caratteristica che sembra costante nel tempo e nello spazio.
Quello che è cambiato è la percezione e l'uso del comportamento della folla da parte del potere politico dalla Rivoluzione francese ad oggi.

All'ascesa e alla caduta della fortuna della folla, in particolare della folla rivoluzionaria, nell'immaginario sociopolitico occidentale, è dedicato il progetto interdisciplinare Crowds, organizzato dallo Stanford Humanities Laboratory e dal Seaver Institute, e che indaga come la "psicologia della folla" abbia interessato discipline quanto mai diverse: letteratura, psicologia, fotografia, pittura, animazione, cinema, storia, sociologia, per citarne alcune.

Da questo progetto ha preso il via la mostra Revolutionary Tides che a fine anno verrà allestita al Cantor Center for the Visual Arts di Stanford e, nel 2006, al Wolfsonian Museum di Miami.
La mostra curata da Jeffrey T. Schnapp presenta una serie di 120 poster, molti dei quali di rara reperibilità, legati alla rappresentazione delle masse popolari, soprattutto relativamente alla prima metà dello scorso secolo. Suddivisa in tre sezioni (Figures, Numbers, Symbols) la mostra raccoglie materiali vernacolari, istituzionali e di propaganda in cui la folla è il soggetto (talvolta ambiguo e complesso) e di cui il poster politico rappresenta il corrispettivo mass medium.
Un bel catalogo, Revolutionary Tides : The Art of the Political Poster 1914-1989, edito da Skira, in uscita la prossima settimana, correda la mostra.

In alto a sinistra: Xanti Schawinsky, 1934-XII, 1934, poster; a destra: Arthur Mole (con John D. Thomas), The living Uncle Sam, 1919, fotografia.



Inserito da gianni sinni | 08.09.05 | (0) | Appuntamenti | stampa |




 
 

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n. 366 del 11/06/08
ISSN: 2036-2277
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