Un marchio per l'Italia
Sulla [b][url=http://www.gazzettaufficiale.it/gurifulcrum/dispatcher?codsottorubrica=2&task=testoparteii&datagu=2006-09-29&paginadamostrare=1&codrubrica=3&service=6&elementiperpagina=50&numgu=227&docid=2006227N32031&tmstp=1159967794535]Gazzetta Ufficiale[/url][/b] del 29 settembre stata bandita una gara per l'"Ideazione e realizzazione di un logo per la promozione, in modo coordinato, dell'immagine dell'Italia, al fine di rafforzare le potenzialit turistiche sia nel Paese che all'estero". La descrizione dei termini della gara e degli obiettivi di comunicazione saranno precisati nella lettera di invito per gli studi selezionati. Si ignorano al momento i componenti delle commissione giudicatrice. Prevede un compenso massimo di 100.000 euro. Per poter partecipare alla gara necessario inviare alla Presidenza del Consiglio, entro il 16 ottobre, la documentazione comprovante i requisiti richiesti, di cui i principali sono: - essere soggetti operanti nei settori della comunicazione, della pubblicit e della grafica; - avere un fatturato complessivo degli ultimi tre anni non inferiore al milione di euro; - documentata esperienza nel disegno di loghi per committenti sia pubblici che privati; - due dichiarazioni di affidabilit bancaria. [page=http://socialdesignzine.aiap.it/sdz/archives/006416.php][b]leggi su SDZ[/b][/page] +++ [b]Un commento di Stefano Asili inviato al "Servizio trasparenza" del governo italiano[/b] Ho appreso con vivo rammarico la notizia secondo la quale, per partecipare al concorso per il marchio Italia, il fatturato minimo nell'ultimo triennio dev'essere di almeno un milione di euro. Passi per la mia modestissima figura, ma una simile selezione taglia fuori gran parte dei migliori progettisti grafici italiani, a favore, magari, di societ che hanno nel loro curriculum la gestione di grossi budget pubblicitari. Ancora una volta si confondono capacit di gestione (per le quali sono d'accordo sul fatto che le spalle della societ incaricata debbano essere larghe), e capacit progettuale, propria invece di molti piccoli studi. Cito solo il caso del marchio per la Fiera di Milano: nel 1985 vinse, meritatamente, un ragazzino di vent'anni, sbaragliando la concorrenza internazionale con un lavoro che, ancora oggi, dimostra una pregevole freschezza. Un marchio di promozione innanzitutto un importante strumento di cultura e, come ben sapete, la cultura non sempre proporzionale al fatturato. +++ Invitiamo tutti voi, i vostri collaboratori, amici professionisti, ad inviare la stessa lettera a: [b]trasparenzanormativa@governo.it[/b] per testimoniare il profondo disappunto dell'intera categoria.
Inserito da SDZ | 11.10.06 |
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