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design e cultura quotidiana

Cos'è SocialDesignZine

Una comunità della grafica
[Dall'introduzione di Socialdesignzine vol. UNO]
Gennaio 2006

Quando Sdz ha iniziato le sue pubblicazioni nell’aprile 2003, non avevamo del tutto chiari i suoi possibili sviluppi. Avevamo la percezione, allora, che un mezzo quale il weblog potesse senz’altro avere una qualche utilità nel sostenere la nascita di un luogo di dibattito e di informazione minuta nel mondo della grafica italiana, a partire dalla massa critica rappresentata dai soci di un’associazione come l’Aiap, che aveva patrocinato l’iniziativa. Uno spazio di cui sentivamo la mancanza, pur ignorando quanto avrebbe potuto interessare e coinvolgere il pubblico.
Confortati solo dall’esperienza della precedente iniziativa Aiap “Nessuno Uniforme”, una galleria online contro la guerra in Iraq che aveva visto la partecipazione, in due mesi, di oltre 280 grafici, abbiamo scommesso sulla voglia di informazione e di partecipazione del pubblico.
L’idea di fondo era quella di offrire (e ospitare) brevi testi sui temi del design, e in particolare sulla responsabilità progettuale dei designer, in tempo reale, contribuendo così a stimolare un dibattito anche legato alla cronaca. Esistevano allora (sul web, due anni corrispondono a eoni) poche esperienze simili. Tra queste ricordiamo il primo antesignano americano, «Social Design Notes», portato avanti con rigore e determinazione fin dal 2002 da John Emerson. Altri nel frattempo se ne sono aggiunti, a dimostrazione della validità della formula, alcuni anche di particolare autorevolezza come il «Design Forum» dell’Aiga, un vasto progetto di pubblicazioni online su comunicazione, information e interactive design, e «Design Observer», a cura di Michael Bierut e Rick Poynor.
Anche la periodicità di Sdz ha subito, nel tempo, una considerevole evoluzione. L’ipotesi iniziale ne prevedeva un aggiornamento settimanale, ma rapidamente la pubblicazione si è andata caratterizzando come un vero e proprio quotidiano di informazione della comunità grafica, pur, ovviamente, all’interno di una certa varietà di livelli di approfondimento dei post che vanno dalla semplice curiosità, alla notizia (o recensione), dalla disamina critica all’intervista.
L’esperienza maturata in questi due anni ha portato a dare delle risposte pragmatiche alla domanda che ci ponevamo all’inizio dell’avventura: che cos’è il social design? Al di là dell’ovvia connotazione di “design responsabile”, sappiamo adesso che social design significa anche essere una rete informativa. La cortocircuitazione delle informazioni rappresenta il livello minimo di una comunità. Ed è in questo “fare comunità” che si può riconoscere il senso sociale di un’iniziativa come Sdz. In questo senso l’esperienza di Sdz ha costituito un elemento integrato nella più generale politica dell’Aiap rivolta a un crescente impegno nella comunicazione per e tra i designer perseguita attraverso l’edizione di una rivista come «Progetto Grafico» e la recente ristrutturazione funzionale del sito web e dei servizi online.
Si tratta di una “comunità” in costruzione, ma soprattutto in continua evoluzione che diviene ogni giorno più presente con la partecipazione alla discussione collettiva attraverso i commenti (pur con tutti i limiti che spesso caratterizzano i forum online e i relativi flames che ogni tanto si scatenano) e attraverso l’invio di articoli e immagini (un particolare successo ha riguardato la galleria fotografica dei cartelli e delle segnalazioni vernacolari).
Si tratta di un pubblico dalle caratteristiche ben definite, come è emerso da un sondaggio effettuato qualche mese fa. Particolarmente giovane (più della metà ha meno di 35 anni), l’“utente medio” di Sdz risiede nel centro-nord (46% al nord e il 35% al centro), non è socio Aiap (85%) e visita il sito quasi tutti i giorni (48%). È l’identikit di un giovane professionista per il quale l’ormai vasto database di articoli di Sdz costituisce un riferimento per la propria attività, e non solo per la propria passione culturale.
I risultati attuali, in termini di frequentazione e partecipazione (una media di 26.000 “utenti unici” mensili; se si considera che l’autorevole «Design Observer», come ci testimonia Steven Heller nel testo introduttivo di questo volume, conta 70.000 utenti mensili con un’area linguistica come quella inglese, c’è da essere non del tutto scontenti!), sono incoraggianti e questo ci induce a considerare l’esperienza di Sdz non ancora conclusa.
Certo sarà necessario apportare alcune migliorie delle funzionalità del sito, così come garantire una sempre maggiore qualità dei testi pubblicati. Saranno poi i lettori, complici e stimolo per il nostro lavoro a definire i prossimi approdi di Sdz. Per parte nostra vorremmo scrivere, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, una SocialDesignZine come vorremmo che fosse.


Social Design Mario Piazza
Presidente Aiap
Luglio 2003
La necessità di riflessione e ascolto per chi di mestiere si occupa di progettazione della comunicazione è oggi una necessità impellente. È per questa ragione che l'Aiap, avvia con questo sito e con questa iniziativa, una nuova tappa della propria prassi operativa, che in questi anni ha attentamente indagato il versante prettamente professionale, ma anche e soprattutto quello disciplinare. Questi due piani sono inseparabili se davvero si crede alla maturazione di questo comparto professionale.
La nostra idea è semplice: vogliamo creare attorno al sito istituzionale dell'associazione, quello che continuerà ad essere il centro gravitazionale sulla rete, una serie di costellazioni on-line.
Una serie di siti che affrontino in maniera articolata tematiche centrali per l'agire professionale.
Sono i temi, che in parte abbiamo affrontato, ma che non possono essere più compressi nella dimensione del sito e delle attività "ordinarie" dell'associazione. Ma non solo, devono essere affrontate in un'ottica nuova, cercando di cogliere quelle potenzialità che la tecnologia ci offre.
Nell'ultima assemblea a Riccione abbiamo sperimentato in parte questo nuovo approccio.
Aiap Community è stato molto seguito e partecipato perchè era il luogo dell'incontro. Uno spazio di ascolto, dove la fruizione era facile e la comunicazione diretta e amichevole. Era un momento di crescita in diretta per una "comunità" di progettisti.
È su queste linee che nasce questo nuovo sito. L'abbiamo dedicato ad una area fondamentale per il futuro e sulla quale in questi anni molto abbiamo lavorato: il tema dell'orizzonte etico del mestiere.
Innanzitutto questo sito di lavoro, aperto ai vostri contributi, vuole capire cosa sia la dimensione sociale del design nella comunicazione. E quindi si apre ponendosi delle domande:
il social design è il progetto sostenibile? è il progetto etico? é il progetto ecologico? è il progetto partecipato? è il progetto politico? è il progetto per il terzo settore? Vorremmo cercare di costruire assieme una risposta meditata.
Ci piacerebbe approdare ad una sorta di manifesto, una "carta del social design".
Attorno a questo andremo a costruire materiali, documentazioni, riflessioni; un database ricchissimo ed articolato per la ricerca, l'educazione, l'aggiornamento. Anche in questa direzione chiediamo contributi e fattiva partecipazione per documentare progetti mirabili, esperienze progettuali che aiutino a riflettere, che facciano capire il senso elevato del fare progetto.
Ma il cuore e la parte che già abbiamo attivato è la costruzione di un tessuto di testimonianze ed interventi su temi quotidiani, su casi concreti, su spunti di cronaca, o di vita vissuta, su ricerche personali o informazioni da far circolare. Insomma un luogo dove, con senso di responsabiltà e motivata partecipazione agli intenti del sito, si colloqui, si ascolti, si cresca insieme. Si costruisca uno sguardo molto più esteso e intenso, che, nell'iterazione e nello scambio, ci consenta di essere dei progettisti responsabili. Capaci, con qualità ed intelligenza, di affrontare i temi professionali con la consapevolezza dei limiti che il nostro agire ha e della finitezza che il nostro mondo contempla. È una speranza progettuale, è una nostra nuova sfida.




 

SocialDesignZine
periodico online
autorizzazione del Trib. di Milano
n. 366 del 11/06/08
anno VI


Aiap

associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva

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